Tramite un percorso di suggestioni creative, tutti noi AnimaMentiani siamo invitati a metterci in gioco riflettendo ed esprimendoci, attingendo alle nostre esperienze, memorie, recuperando vecchi libri, immagini, quadri e dipinti, musiche e melodie che per un motivo o un altro ci portiamo nel cuore.
Suggestioni che emergeranno grazie alle sollecitazioni che di volta in volta lo staff di AM proporrà ai suoi utenti di mese in mese.
Una sorta di gara….dove tutti quelli che sapranno mettersi in gioco, condividendo le proprie suggestioni saranno i vincitori.
A conclusione di ogni contest il materiale raccolto verrà archiviato e conservato nella “bibliografia” degli AnimaMentiani.
Via alle danze con il primo PsicoContest di AnimaMente. _________________ "Non puoi aiutare nessuno se non metti in gioco te stesso"
Carl Rogers
Ultima modifica di Irene il Mar Mar 03, 2009 10:55 am, modificato 2 volte in totale
Nasce da oggi su Am uno spazio che spera di nutrirsi del contributo di tutti i cultori dell’arte nelle sue forme più disparate.
Ogni mese proveremo ad usare il potere evocativo di parole, suoni ed immagini al fine di esplorare, nelle sue diverse articolazioni, le tematiche che saranno via via oggetto di indagine.
Questo mese gli Schizzi di Arte e Cultura dovranno incentrarsi sul tema della protesta. I movimenti di protesta del passato e quelli del presente. Potenzialità e limiti. Utopia e realtà. Conservazione ed innovazione. L’individuo nella collettività.
Cominciamo, allora, a dare un’occhiata tra gli scaffali delle nostre case, riapriamo libri abbandonati, recuperiamo vecchi dischi, poesie indimenticate, videocassette impolverate, cd, dvd. Insomma, tutto quanto possa aiutarci a dar forma ad un tema che, alla luce di quanto è successo nelle ultime settimane e di quanto continua ad accadere, riguarda ognuno di noi.
Il testo che mi viene in mente, pensando alle proteste cui abbiamo partecipato, che sono state fatte e che dovremmo continuare a fare (onde evitare che si perda tutto in una bella e colorata bolla di sapone) è "Nun Te Reggae Più" di Rino Gaetano. Credo incarni un po' il sentire comune, o quanto meno le sensazioni che provo e che ormai, da qualche mese a questa parte, sono divenute una costante giornaliera.
Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU’
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D’Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU’
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s’è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest’estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l’argenteria
è più prosa che poesia
NUNTEREGGAEPIU’
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c’è chi fa la patta
a settemezzo c’ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c’ha l’acqua corrente
e non c’ha niente
ma chi me sente…
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU’
Potremmo vedere come simbolo della protesta ciò che succede in un film del 1968 (sintomatico?) quale "il Pianeta delle Scimmie", di Shaffner.
Un mondo in cui le scimmie sfruttate dall'uomo si ribellano ad esso e lo riducono in schiavitù. Ma purtroppo il potere rende le scimmie più simili all'uomo di quanto avrebbero voluto.
Quelli che prima erano sottomessi si dimostrano capaci di tenere il loro potere soffocando ogni forma di dissenso in modo coercitivo. In realtà sembra essere il potere a logorare la capacità di evolversi verso una nuova "umanità".
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