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Irene Amministratore


Registrato: Oct 07, 2006 Messaggi: 128
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Inviato: Ven Gen 23, 2009 12:09 pm |
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Il nostro rapporto con la realtà, è connotata dall’ambiguità: una difficile e quotidiana commistione di emozioni che portano a vivere l’altro come amico e al contempo nemico; come potente e al contempo debole; come appartenente, interno a noi, e al contempo estraneo, separato, fuori di noi.
Quante volte ci siamo accorti di amare ed odiare…contemporaneamente?
Catullo scrive:
"Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior"
"Odio e amo. Perché io faccia questo, forse domandi.
Non lo so. Ma sento che accade e mi tormento."
Quanto e quante esperienze di ciascuno di noi sono connotate dall’ambivalenza?
Quanto siamo in grado di tollerarla?
E se per un attimo facciamo oggetto di pensiero e conoscenza questo complesso sentimento, seguendo il flusso delle libere associazioni, ci viene in mente qualche opera d’arte che attraverso le sue parole, i suoi suoni, i suoi colori, abbia una rispondenza emozionale con l’ambivalenza emotiva?
Potrebbe essere divertente andare alla ricerca dell’espressione artistica dell’ambiguità.
L’espressività artistica, più del pensiero e del linguaggio dividente ed eterogenico, può “raccontare” della coincidentia oppositorum, caratteristica del modo d’essere incoscio della mente.
La sfida di questo secondo Psico Contest è dunque questa: cercare nei quadri, nelle poesie, nei proverbi, nei testi delle canzoni, nelle musiche, nei testi teatrali, gli “oggetti” indefiniti emozionalmente, capaci di rappresentare quell’ambiguità, quell’indefinitezza emozionale, quel non senso…. che accompagnano alcune esperienze della nostra vita.
E se questa ricerca vi sembra ardua, pretestuosa, impossibile … scrivete voi qualcosa di emozionalmente ambiguo, qualcosa che il pensiero dividente taccia come privo di senso apparente… _________________ "Non puoi aiutare nessuno se non metti in gioco te stesso"
Carl Rogers |
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Simone Moderatore

Registrato: Nov 08, 2007 Messaggi: 59
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Inviato: Sab Gen 24, 2009 8:34 pm |
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Chissà se forse c'è mai un momento nella vita in cui uno ha veramente le idee chiare e sa cosa fare e cosa dire...
questo è Rino Gaetano, che solo i pagliacci definiscono un pagliaccio...
Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
hai scavato dentro me / e l'amicizia c'è
Io che ho bisogno di raccontare
la necessità di vivere / rimane in me
e sono ormai convinto da molte lune
dell'inutilità irreversibile del tempo
mi scegli alle nove e sei decisamente tu
non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei decisamente . . .
Tu / forse non essenzialmente tu
un'altra / ma è meglio fossi tu
e vado dal Barone ma non gioco a dama
bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del 60 notturno
lo prendo sempre per venire da te
Tu / forse non essenzialmente tu
e la notte / confidenzialmente blu
cercare l'anima |
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Irene Amministratore


Registrato: Oct 07, 2006 Messaggi: 128
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Inviato: Lun Gen 26, 2009 5:23 pm |
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L’ambiguità delle forme di Dalì che ritrae… le vertigionose peripezie di Alice nel paese delle meraviglie...
Sono 12 eliografie, una per ogni capitolo del libro, più un disegno destinato a decorare il frontespizio.
Frontespizio
Nella Tana del Coniglio
Il Laghetto delle Lacrime
Una Corsa Elettorale e una Lunga Storia
Il Coniglio presenta un Conticino
I Consigli di un Bruco
Porco e Pepe
Un Tè di Matti
Il Croquet della Regina
La Storia della Finta Tartaruga
La Quadriglia delle Aragoste
Chi ha rubato le Paste?
La Deposizione di Alice _________________ "Non puoi aiutare nessuno se non metti in gioco te stesso"
Carl Rogers |
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Gennaro Webmaster

Registrato: Jul 16, 2006 Messaggi: 19
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Edoarda Fedele


Registrato: Nov 16, 2007 Messaggi: 194
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Inviato: Mar Feb 03, 2009 8:43 am |
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Complimenti, Gennaro!!
...sfiora un'armoniosa perfezione... |
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Gennaro Webmaster

Registrato: Jul 16, 2006 Messaggi: 19
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Inviato: Mar Feb 03, 2009 1:37 pm |
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| Grazie Edoarda, mi fa piacere ricevere i tuoi complimenti ma forse sono un po' esagerati. Grazie cmq. |
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Gennaro Webmaster

Registrato: Jul 16, 2006 Messaggi: 19
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Inviato: Mar Feb 03, 2009 2:04 pm |
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Mi chiedo se di fronte all'ambiguità, all'ambivalenza di esperienze emozionali "indefinite" prendiamo pur sempre una posizione che ci fa scivolare via dalla sostanza stessa dell'ambiguo. Mi chiedo se l'ambivalenza è punto di arrivo o un punto di partenza.
De Gregori, secondo me, sceglie di rimanere a cullarsi nell'indefinita sensazione di una confusione sentimentale in "Niente da Capire":
Le stelle sono tante, milioni di milioni,
la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida.
Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte,
con l'anima in riserva e il cuore che non parte.
Però Giovanna io me la ricordo ma è un ricordo che vale dieci lire.
E non c'è niente da capire.
Mia moglie ha molti uomini,
ognuno è una scommessa perduta ogni mattina nello specchio del caffè.
Io amo le sue rughe ma lei non lo capisce,
ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce,
però Giovanna è stata la migliore,
faceva dei giochetti da impazzire.
E non c'è niente da capire.
Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve,
che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore.
È giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male,
io non ti invidio niente,
non ho niente di speciale.
Ma se i tuoi occhi fossero ciliege io non ci troverei niente da dire.
E non c'è niente da capire.
È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi,
mi dicono che stai vincendo e ridono
da matti, ma io non lo sapevo che era una partita,
posso dartela vinta e tenermi la mia vita.
Però se un giorno tornerai da queste parti,
riportami i miei occhi e il tuo fucile.
E non c'è niente da capire.
E potrebbe essere proprio questa confusione l'ordine naturale delle cose, dell'Universo, come insegna il Taoismo cinese?
Un volano esistenziale che ci centrifuga, ci angoscia, ci mette in discussione e da dove schizzano briciole e forme di noi.
Io sono in questo turbine da qualche giorno ed ancora non ho notizia di me! Una rappresentazione ed un desiderio la esprimo con queste due mie foto:
Turbinanti Attese:
http://www.fotoarts.org/immagine.php?id=130310&galutente=1
Dubbi irrisolti voleran via:
http://www.fotoarts.org/immagine.php?id=125220&galutente=1 |
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Edoarda Fedele


Registrato: Nov 16, 2007 Messaggi: 194
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Inviato: Mer Feb 04, 2009 8:23 am |
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| Ti rinnovo i complimenti x "dubbi irrisolti voleran via" =D |
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Gennaro Webmaster

Registrato: Jul 16, 2006 Messaggi: 19
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Inviato: Mer Feb 04, 2009 1:58 pm |
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| grazie |
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Simone Moderatore

Registrato: Nov 08, 2007 Messaggi: 59
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Inviato: Lun Feb 09, 2009 11:21 am |
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Shining: Stanley Stanley Kubrick e Sigmund Freud
CONTRASTI INVERSI
In un'intervista rilasciata dopo l'uscita del film, Kubrick ha parlato dei riferimenti letterari che ha preso in esame con la sua co-sceneggiatrice Diane Johnson per affiancare il lavoro di adattamento sul romanzo di Stephen King. Il referente teorico principale di Shining è un saggio breve scritto da Freud, Il Perturbante, definito dal regista "il massimo discorso fatto dalla cultura occidentale sul tema della paura". [8]
In questo saggio Freud cerca di spiegare un particolare sentimento, quello appunto definito perturbante ("unheimlich" in lingua tedesca), studiando le cause del suo insorgere e portando alcuni esempi di situazioni perturbanti. Si tratta di una specie di sentimento spaventoso che trae origine dal suo essere novità, dal fatto che non è conosciuto, che è inconsueto: "il perturbante sarebbe [...] qualcosa in cui, per così dire, non ci si raccapezza." Freud elenca nel saggio una serie di situazioni che possono far insorgere questo sentimento, dalla ripetizione dell'uguale al motivo del sosia. Come vedremo nel prossimo paragrafo, tutti gli esempi freudiani sono presenti in Shining: Kubrick ha utilizzato il trattato come guida tematica, come mappa dell'immaginario dell'orrore.
[9] Interessante l'osservazione di Enrico Ghezzi (op.cit.) sulla identica duplicità del verbo inglese "to overlook", che significa tanto "controllare con lo sguardo, ispezionare, sorvegliare" quanto "lasciarsi sfuggire, tralasciare". Anche nel nome dell'hotel di Shining si ritrova la stessa doppiezza di senso illustrata da Freud, che rende l'Overlook Hotel la personificazione stessa del perturbante.
Freud analizza inoltre l'uso linguistico della parola tedesca e nota un'ambivalenza di significato che si riflette in una particolarità in questo sentimento. Il significato della parola "heimlich" in certi contesti può assumere una connotazione che la fa coincidere con il suo contrario "unheimlich": ecco allora che ciò che sembra confortevole e protettivo diventa, esattamente all'opposto, infido, pauroso, ingannevole. Nel vocabolario della lingua tedesca il termine "heimlich" ha infatti due significati distinti, uno nel senso di "non straniero, familiare, domestico, fidato e intimo" e un altro come "nascosto, tenuto celato in modo da non farlo sapere ad altri o da non far sapere la ragione per cui lo si intende celare". Dice Freud: "la parolina heimlich, tra le molteplici sfumature del suo significato, ne mostra anche una in cui coincide con il suo contrario unheimlich. Ciò che è heimlich diventa allora unheimlich"; e ancora "unheimlich [...] è tutto ciò che avrebbe dovuto rimanere segreto, nascosto, e invece è affiorato"; "heimlich è quindi un termine che sviluppa il suo significato in senso ambivalente, fino a coincidere in conclusione con il suo contrario unheimlich. Unheimlich è in un certo senso una variante di heimlich." [9]
Così, nello stesso modo in cui il sentimento del perturbante nasce da, e porta con sé, il contrasto e l'opposizione fra qualcosa che sembra sicuro e può diventare infido (che anzi allo stesso tempo è sicuro e infido), la paura in Shining dipende da questo ribaltamento apparentemente inspiegabile, che genera una condizione di perenne spiazzamento e imprevedibilità. Kubrick ha utilizzato il saggio freudiano non solo come ispirazione tematica, ma anche come referente formale, visivo, per ideare lo stile del film.
Fonte: http://www.archiviokubrick.it/perturbante/contrasti.html
clicca sul link per continuare nella lettura |
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Gennaro Webmaster

Registrato: Jul 16, 2006 Messaggi: 19
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