
Counseling in rima 2 (il ritorno…)
Data: Lunedì, 29 dicembre @ 10:00:00 CET Argomento: Famiglia
Ricordate lo Psicologo
impegnato in un monologo
sotto gli occhi indagatori
dei perplessi Genitori?
È lì, indomito e indefesso
che si ostina ancora adesso
a ripeter quanto vale
la funzion genitoriale.
Quanto imprescindibil sia
che sia agisca in sintonia
perchè il terapista arrivi
a centrare i suoi obiettivi
e perché dalla sua azione
non derivi confusione.
Però il nostro Genitore
che con ansia e con timore
spesso esercita il suo ruolo
rischia di sentirsi solo,
interdetto e sconcerato
dal suo impegno smisurato.
Dalla sveglia del mattino
non ha tregua, il poverino
tira il pupo giù dal letto
gli prepara lo zainetto
doccia, denti, colazione
senza perdersi un cartone.
Quando all’ora da uno sguardo
scopre d’essere in ritardo.
Due minuti li guadagna
arrendendosi a una lagna
e allacciandogli una scarpa
lo imbacucca nella sciarpa
poi, per correre ai ripari,
sfreccia come Nuvolari.
Sotto scuola arriva ansante
vi deposita l’infante,
al lavoro infin si avvia,
crolla sulla scrivania…
In ufficio il tempo vola
e alle quattro torna a scuola.
Via col pargolo qua e là
per le varie attività.
Torna a casa trafelato
con il figlio ormai stremato
e per togliersi d’impiccio
cede ad ogni suo capriccio.
Passa poi due ore buone
a studiargli la lezione
mentre intanto, di gran lena,
si fa in quattro per la cena.
Mette a nanna il pargoletto
(con la favola e il bacetto).
Lo ritrova nel lettone…
Spegne la televisione,
fa un sospiro di rimpianto
e poi gli stramazza accanto!
Giunge al counseling prostrato
vinto, esausto, frastornato,
ed elenca, alzando i toni,
le infinte sue mansioni.
Oltre al cuoco e al cameriere
fa l’autista, l’infermiere
nonché, spesso con impegno,
l’insegnante di sostegno.
Se la cava con onore
anche come animatore.
Poi, come se non bastasse,
è rappresentante in classe
va a riunioni democratiche,
cura febbri esantematiche,
si fa un bel pronto soccorso
(quattro solo l’anno scorso).
Per fortuna a terapia
va riprenderlo la zia!
Nel deliro di piscine,
catechismi, merendine
di sedute dal dentista
di controlli della vista
compleanni, festicciole
e teatri per le scuole
non si ferma mai un momento
e ora chiede con sgomento
“Mi vuol dire per favore
quando faccio il genitore?”
Lo psicologo angosciato
pensa al figlio che ha mollato
dalla nonna in tutta fretta
ed al cuor sente una stretta
Vede il genitore affranto
s’alza, gli siede accanto
sfiora appena la sua mano
e poi gli sussurra piano
La capisco, so com’è
dai facciamoci un caffè…
Non è brutta come pare
ci possiamo ragionare.
Di Antonella Bianchi, psicologa, psicoterapeuta, servizio counseling per i genitori istituto Ortofonologia, Roma
Tratto da Babele, periodico quadrimestrale dell’Associazione Sammarinese degli psicologi (RSM) anno VI – n. 31 settembre-dicembre 2005
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