Il nostro rapporto con la realtà, è connotata dall’ambiguità: una difficile e quotidiana commistione di emozioni che portano a vivere l’altro come amico e al contempo nemico; come potente e al contempo debole; come appartenente, interno a noi, e al contempo estraneo, separato, fuori di noi. Mettiti in gioco e partecipa anche tu! Per saperne di più CLICCA QUI!
Postato da redazione il Lunedì, 29 dicembre @ 10:00:00 CET (3002 letture) Irene ci scrive: " Ricordate lo Psicologo
impegnato in un monologo
sotto gli occhi indagatori
dei perplessi Genitori?
È lì, indomito e indefesso
che si ostina ancora adesso
a ripeter quanto vale
la funzion genitoriale.
Quanto imprescindibil sia
che sia agisca in sintonia
perchè il terapista arrivi
a centrare i suoi obiettivi
e perché dalla sua azione
non derivi confusione.
"
Di Antonella Bianchi, psicologa, psicoterapeuta, servizio counseling per i genitori istituto Ortofonologia, Roma
Tratto da Babele, periodico quadrimestrale dell’Associazione Sammarinese degli psicologi (RSM) anno VI – n. 31 settembre-dicembre 2005
Postato da redazione il Sabato, 27 dicembre @ 20:52:31 CET (3035 letture) Irene ci scrive: " Il counseling rivolto ai genitori
ha come scopo,
questo è ormai provato,
di sostenere a casa ed anche fuori,
del terapista lo sforzo e l’operato.
È inutile, si dice giustamente,
che al bambino si faccia terapia
se poi in famiglia, inesorabilmente,
di più si aggrava la patologia.
Così un manipolo di incauti ed entusiasti
psicologi dalle ottime intenzioni
si dedica ad aggiustare tutti i guasti
prodotti a casa da tre generazioni…
"
Di Antonella Bianchi, psicologa, psicoterapeuta, servizio counseling per i genitori istituto Ortofonologia, Roma
Tratto da Babele, periodico quadrimestrale dell’Associazione Sammarinese degli psicologi (RSM) anno VI – n. 28 settembre-dicembre 2004
Postato da redazione il Venerdì, 05 dicembre @ 16:28:58 CET (849 letture) Irene ci scrive: "
Negli ultimi mesi alcune esperienze personali hanno fatto emergere in me ancestrali dubbi e misteriose verità su uno dei temi e degli argomenti che maggiorente arrovellano la mia mente sin dai primi moti adolescenziali.
Ho la fortuna di avere accanto a me una persona con cui condivido riflessioni e pensieri, spesso litighiamo anche accanitamente in un gioco di scambio dialettico ed amorevole in cui ciascuno difende caparbiamente la propria posizione, ma anche con la quale spesso c’è una sintonica e quasi magica convergenza di opinioni, come in questo caso.
Ma come al solito quando scrivo parto sempre da molto lontano...
Postato da redazione il Mercoledì, 12 novembre @ 08:58:43 CET (733 letture) Simone ci scrive: "
I consigli puntuali che l’ex presidente della Repubblica
(cosa che fa francamente rabbrividire), Francesco Cossiga, dà alla polizia
sulle modalità di intervento da adottare, per fronteggiare la mobilitazione studentesca
di questi giorni, hanno riportato la mia mente indietro di sette anni. Ai giorni di Genova. A quello straordinario momento di
partecipazione trasformatosi in carneficina. A quella pagina drammatica nella
storia della nostra democrazia.Credo che quei giorni di luglio di qualche anno fa abbiano contribuito
a mettere un grosso bavaglio sulla bocca di tutti quei ragazzi che, freschi di
maturità o vicini alla fine degli studi, provavano per la prima volta a dir la
loro, a far sentire la propria voce.
Postato da redazione il Martedì, 28 ottobre @ 15:01:26 CET (733 letture) Luca85 ci scrive: "
C'è quella di chi detesta gli altri, quella di chi non ha più niente da dire, quella voluta e quella sofferta, quella che rilassa e quella che fa impazzire. La solitudine possiamo incontrarla dappertutto, anche in mezzo alla gente. E secondo le ultime statistiche riguarda quasi 4 milioni di italiani e il 20% della popolazione mondiale. Il professor John T. Cacioppo, docente di psicologia della University of Chicago, studia questa condizione umana da anni e ha raccolto i frutti del suo lavoro in un libro intitolato Loneliness: human nature and the need for social connection, frutto della collaborazione con lo scrittore americano William Patrick. Le sue pagine descrivono una società nella quale i momenti di socializzazione sono rarissimi, concentrata più sul mondo virtuale che sulla realtà, e denunciano anche gli effetti che questa situazione provoca sulla salute.